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VACANZA SULLE DOLOMITI

(Trentino Alto Adige - Veneto)

 

Quando si parla di Dolomiti ci si riferisce ad un’area geografica ben distinta situata nel nord-est dell’Italia. Il termine Dolomiti deriva dal nome, Dolomia, attribuito alla particolare roccia di questa zona. Questa roccia prende il suo nome, come il minerale Dolomite, dal naturalista e geologo francese Dieudonné Dolomieu (1750-1801), il quale nel 1791 osservò tale roccia nel gruppo montuoso delle Dolomiti nel nord Italia. Le montagne sono esattamente come si dice: spettacolari! Le possibilità di fare trekking, escursioni e via dicendo sono molteplici, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Panorama delle Dolomiti1° giorno 05/08/2007

Arrivo a Ora e sistemazione in albergo

Il nostro viaggio inizia la mattina della prima domenica d'Agosto, partiamo da Torino verso le ore 9 e ci avviamo alla volta del Trentino percorrendo l'autostrada A4 To-Mi. Il traffico sulla To-Mi come previsto, è irrisorio. Superata la tangenziale di Milano aumenta un poco ma si viaggia comunque bene e tranquilli. Non ci sono  code o rallentamenti tant’è che raggiungiamo il casello di Brescia Est intorno a mezzogiorno. Qui abbandoniamo l'autostrada e ci dirigiamo verso la costa ovest del Lago di Garda, precisamente a Salò. La zona è molto turistica e inevitabilmente incontriamo delle code sulla statale. Superata Salò e proseguendo verso Riva del Garda la situazione migliora e il viaggio prosegue spedito. Un tranquillo ristorante con vista lago ci invita a fare una sosta per il pranzo. La giornata è splendida e ciò ci permette di godere dei panorami che il lago offre, in zona  Limone sul Garda-Torbole ammiriamo centinaia di sportivi che si divertono a cavalcare le onde con i loro windsurfs.  Raggiunta Riva del Garda il nostro viaggio prosegue oltre in direzione  Vezzano, ormai siamo entrati in Trentino. Risalendo il corso del fiume Sarca, sempre con la statale, fino a raggiungere verso le 15.30 il nostro Hotel Zur Muehle a Ora (Auer), nel quale ci accoglie un ambiente famigliare. La prima sera ceniamo nel ristorante dell'albergo e poi ci dedichiamo a scoprire la cittadina di Ora, che si rivela essere un paesino tranquillo, con numerosi Hotels e ristoranti.

2° giorno 06/08/2007

Passo Pordoi e Lago di Carezza

ITINERARIO: Ora - (autostrada a Egna-Ora con uscita a Bressanone) - Brunico -  Longega (alt.1005) - Badia (alt.1300) - Corvara in Badia (alt.1555) -  Passo di Campolongo (alt.1875) - Arabba (alt.1602) -  Passo Pordoi -(alt.2239) - Canazei (alt.1465) - Vigo di Fassa - (alt.1000) - Passo di Costalunga (alt.1745) - Lago di Carezza (alt.1609) - Bolzano Nord  (autostrada con uscita a Egna-Ora) - Ora. Totale Km. 250

Questo giorno è dedicato al primo itinerario alla scoperta delle Dolomiti. Partiamo intorno alle 10, e raggiungiamo Bressanone (Brixen) con l'autostrada del Brennero. Da qui proseguiamo per la strada statale N° 49 fino a Brunico (Bruneck) e poi con la N° 244  fino a Corvara in Badia. Dal centro del paese possiamo ammirare le prime formazioni dolomitiche: innanzi a noi si staglia infatti il Sassòngher (2665mt). La giornata è bella e i panorami sono mozzafiato. Da qui si prosegue superando il Passo di Campolongo (1875mt) e poi da Arabba affrontiamo la salita del famoso Passo Pordoi raggiungendo i 2239mt. Il Passo Pordoi delimita il confine tra la provincia di Trento e quella di Belluno. A dominare il panorama è il Gruppo del Sella. Al passo è impossibile parcheggiare, quindi proseguiamo oltre e iniziamo la discesa verso la Val di Fassa. A Campitello di Fassa ci fermiamo a pranzare in una pizzeria in ottima posizione per ammirare il vicino, splendido, Sassolungo (Langkofel). Proseguendo il nostro itinerario nel pomeriggio, superato il passo di Costalunga (Karerpass, 1745mt) facciamo tappa al Lago di Carezza (Karersee, 1534mt) uno splendido specchio d'acqua incastonato nella fitta foresta ai piedi del Latemar e alimentato da sorgenti sotterranee. Per parcheggiare è necessario sborsare 4,00 euro (tariffa giornaliera) ma ne vale la pena, il lago è davvero carino. Il giro prosegue verso Tires girando intorno al Catinaccio (Rosengarten) e al Parco regionale dello Sciliar poi verso Bolzano e, percorrendo la strada statale N° 12, ritorniamo ad Ora. Stanchi del viaggio ci concediamo un'ora di relax in camera e poi cerchiamo un buon ristorante per cenare. Scopriamo, nel centro del paese, un'osteria che offre del buon pesce di mare.

3° giorno 07/08/2007

Pale di San Martino, Lago di Alleghe, Massiccio della Marmolada

ITINERARIO: Ora - Cavalese (alt.1000) - Predazzo - Passo Rolle (alt.1984) - San Martino di Castrozza (alt.1444) - Fiera di Primiero (alt.717) - Passo di Cereda (alt.1369) - Forcella Aurine (alt.1299) - Agordo (alt.611) - Lago di Alleghe-Caprile (alt.1000) - Passo di Fedaia (alt.2057) - Canazei (alt.1465) - Passo Sella (alt. 2244) - Ortisei (alt.1234) - Chiusa Val Gardena (autostrada con uscita Egna-Ora) - Ora. Totale Km. 260

Ci mettiamo in viaggio, come al solito, verso le ore 10, questa volta in direzione di Cavalese e Predazzo. All'altezza di quest'ultimo comune, dalla Val di Fiemme si dirama la Val Travignolo che attraverso il Passo Rolle (2000mt), al centro del Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino, ci conduce alla famosa località turistica San Martino di Castrozza. Da qui si può ammirare il Gruppo delle Pale di San Martino che è ritenuto la più vasta barriera corallina delle Dolomiti. E' tra i più interessanti gruppi montagnosi dalLe Dolomiti di Cortina D'Ampezzo, Provincia di Belluno in Veneto punto di vista naturalistico e geologico: con le sue innumerevoli guglie, torri, campanili e bastionate che, cambiando colorazione al variare dell'intensità della luce e delle stagioni, danno vita ad uno degli spettacoli naturali più affascinanti dei Monti Pallidi. Dopo una sosta per scattare alcune foto il nostro viaggio prosegue in direzione Agordo, e poi verso Alleghe. Questa cittadina si trova a pochi chilometri a Sud della Marmolada, sorge sulle rive dell'omonimo lago ed è sovrastata dal Monte Civetta. Il lago di Alleghe ha origini che risalgono all'anno 1771. Come per molti altri laghi alpini, la sua formazione è dovuta ad una grande frana staccatasi da una propaggine del monte Forca, che sorge di fronte al paese. Alleghe è oggi fra le stazioni turistiche più frequentate dagli appassionati di montagna e, in tale contesto, il lago ha un ruolo di forte rilievo durante tutte le stagioni:d'estate c'è la possibilità di praticare wind-surf, canoa o vela, mentre d'inverno sulla sua superficie ghiacciata si può pattinare. Proprio qui sono nati numerosi giocatori nazionali di Hockey, appartenenti alla squadra "Alleghe", una delle più forti del campionato italiano. Proseguiamo verso il Passo Fedaia (2054mt), superato il quale si può ammirare il Lago Fedaia, lungo circa due chilometri e delimitato da una diga che sbarra la Valle dell'Avisio, e sul lato sud l'imponente gruppo montuoso della Marmolada che raggiunge i 3343mt, la maggiore elevazione delle Dolomiti. Dal lago è possibile vedere parte del ghiacciaio che si trova sul versante settentrionale della Marmolada, il più esteso di tutte le Alpi Orientali. Scendendo verso il fondo valle arriviamo a Canazei nota località turistica, la più importante della Val di Fassa, dalla quale inizia la salita per il Passo Sella (2244mt) che collega la Val di Fassa con la Val Gardena. Giunti al passo il tempo si fa brutto e in pochi minuti si scatena un temporale con una fitta grandinata. Non ci concediamo soste, anzi, ci affrettiamo nella discesa verso Ortisei. Da qui seguiamo le indicazioni per raggiungere l'autostrada e fare ritorno a Ora, si conclude così il nostro itinerario.

4° giorno 08/08/2007

Visita di Bolzano e del Museo di Oetzi

La giornata è interamente dedicata alla visita di Bolzano, abbiamo deciso questa meta a causa del tempo brutto che ci avrebbe impedito di ammirare i panorami delle Dolomiti e per regalare un giorno di relax al guidatore che aveva già macinato molti chilometri.  Partiti da Ora alle 9.45 siamo giunti a Bolzano con il treno. Il viaggio dura circa 15 min. Avevamo in programma di visitare il Museo Archeologico dell'Alto Adige dedicato a Oetzi: corpo mummificato di un uomo ritrovato nel 1991, morto probabilmente 5000 anni fa per cause incerte, e conservatosi grazie alle particolari condizioni climatiche prodottesi all'interno del ghiacciaio di Similaun a 3200 mt di altezza nella valle Oetztal - Alpi Venoste - al confine tra l'Italia e l'Austria e in provincia di Bolzano. Il museo si trova nel centro storico della città, e siccome è molto frequentato e apre al pubblico alle ore 10, per evitare lunghe code decidiamo di andarci subito. La scelta si rivelerà azzeccata: riusciamo ad entrare senza troppe attese. Il museo è veramente bello e interessante. Si sviluppa su 4 piani, oltre a Oetzi si possono osservare numerosi oggetti ritrovati vicino a lui e altri appartenuti alla sua epoca, che permettono di farsi un'idea del modo di vivere di quel periodo. Per la visita del museo impieghiamo circa 2 ore. All'uscita andiamo a pranzo. Nel primo pomeriggio esce un caldo sole che fa rivivere la città, le vie piene di negozi e bancarelle pullulano di gente e turisti. Facciamo un lungo giro per il centro e poi verso le 16.30 torniamo alla stazione per riprendere il treno e fare ritorno a Ora. 

5° giorno 09/08/2007

Gita a Gardaland

Per il quinto giorno le previsioni del tempo non erano molto convincenti, si  prevedeva sole solo verso il Lago di Garda. Avevamo in programma una gita a Gardaland quindi abbiamo colto l'occasione. Il parco divertimenti a tema dista da Ora circa 100 km e il tragitto, Fuga da Atlantide, una delle attrazioni principali del parco divertimenti a tema Gardaland, sul Lago di Gardain autostrada (A22 Verona-Brennero), l'abbiamo percorso sotto una pioggia insistente. Prendiamo tempo e prima di entrare al parco divertimenti ci dirigiamo verso il comune di Garda per cercare un ristorante sul lago e pranzare. Nel primo pomeriggio, improvvisamente, il cielo si apre e le nuvole lasciano spazio ad un caldo sole. Arriviamo al parcheggio (costo per una autovettura 3,50 €/giorno) di Gardaland alle 14 circa, facciamo i biglietti utilizzando la tessera Parksmania che ci da diritto a 5,00 euro di sconto sull'ingresso. Il parco non è molto affollato, molto strano per il periodo, ma probabilmente i temporali del mattino hanno scoraggiato molti,e noi possiamo cominciare a fare molte attrazioni senza attese. A metà pomeriggio andiamo a vedere lo show dei delfini che si svolge al Palablù (unica attrazione a pagamento: 4,00  euro): lo spettacolo è molto bello e interessante, vengono descritte le caratteristiche dei delfini e il loro modo di vivere. La giornata scorre tranquilla e veloce tra dark rides e roller coasters, ammiriamo da Flying Island anche i lavori per la novità del 2008. Intanto proviamo la novità di quest'anno  "TIME VOYAGERS": cinema 4D molto bello e spettacolare, a parte il pre-show un pò penoso. Alla sera tutto il parco si illumina è l'atmosfera diventa ancora più magica. Ci regaliamo una cena nel ristorante "Il Corsaro Nero" che si trova nel Villaggio dei Corsari. Questo locale è molto particolare e tematizzato, il servizio è veloce e ottimo, come anche il pesce che ci è stato servito. Veramente una cena di buon livello se consideriamo che ci troviamo in un parco divertimenti, dove di solito si fatica a mangiare qualcosa di piu' che un panino. E anche i prezzi sono normali. Non a caso questo ristorante ha vinto il premio Parksmania Awards 2006 come miglior ristorante in Italia presente in un parco a tema. Usciamo dal parco verso le 22 e in un'ora circa siamo di ritorno a Ora in albergo.

6° giorno 10/08/2007

Area faunistica dell'Orso bruno a Spormaggiore, Lago di Molveno e Parco Naturale Adamello-Brenta

Questa catena, pur non facendo parte in senso stretto dell’ambito dolomitico per ubicazione e composizione geologica, è comunque ad esso assimilata per  l’analogia delle forme: capita quindi di imbattersi indifferentemente nella denominazione “Dolomiti di Brenta”. Abbiamo deciso di inserire questo itinerario perchè il Parco naturale Adamello Brenta, famoso per la sua tipica fauna alpina, ospita anche l'Orso bruno. Il parco è stato istituito proprio per la salvaguardia del plantigrado, che in Italia è a rischio di estinzione, e a partire dal 2000 è stato avviato un progetto di ripopolamento che ha avuto un ottimo successo. Il nostro giro inizia con la visita dell'area faunistica di Spormaggiore, dedicata proprio all'Orso bruno, che si raggiunge facilmente dal centro del paese seguendo le indicazioni. A Spormaggiore (alt. 571mt) si può visitare un museo dedicato all'orso, mentre nell'area faunistica (Località Albarè) si possono osservare da vicino esemplari di Orso bruno provenienti da giardini zoologici che qui hanno trovato condizioni di vita un pò migliori. Lo scopo dell'area faunistica è far conoscere alla gente comune le caratteristiche dell'Orso bruno e l'importanza della sua salvaguardia. Uno scopo nobile che, purtroppo, non tutte le persone che visitano l'area compren-dono comportandosi in modo corretto. I biglietti per accedere all'area faunistica costano 2.50€ (1.50€ ridotto). In alcuni giorni parcheggiare l'auto può risultare difficoltoso. Dopo la visita all'area faunistica, che per quanto scritto in precedenza non ci ha soddisfatto molto, abbiamo proseguito il nostro viaggio verso il comune di Molveno (864mt) che è noto soprattutto per il suo meraviglioso Lago di Molveno, meta nelle stagioni più calde di turisti in cerca di sole e relax. La viabilità nel centro del paese, durante tutta la stagione turistica, è soggetta a limitazioni, sono pero' presenti numerosi parcheggi.  Il lago di Molveno è il più profondo del Trentino (123mt) ed è raccolto tra il Gruppo del Brenta (ad ovest) e la dorsale Gaza-Paganella (est). Si fa risalire l'origine del lago a uno sbarramento causato da una imponente frana che bloccò la valle circa 3000 anni fa, mentre dal 1952 è diventato un bacino idroelettrico. Ammirato il lago e scattato alcune foto abbiamo proseguito fino alla Val Rendena, dove ci siamo fermati per la pausa pranzo. Nel pomeriggio ci siamo diretti in Val Genova famosa, oltre che per la presenza dell'Orso bruno, anche per le sue splendide cascate . Risalendo da Carisòlo si incontra per prima la spettacolare cascata di Nàrdis; dalla selvaggia Val Siniciaga scende la cascata del Casòl, proseguendo si incontrano le cascate di Làres e di Folgorìda. La strada della valle è molto stretta (specie dopo il Ponte Maria) e visto il grande afflusso turistico estivo, in alcuni periodi dell'anno, la strada dopo il Ponte Verde di Carisòlo è ad accesso limitato e a pagamento: moto 3€, auto 5€, camper 7.50€. Oltre il Ponte Maria si può proseguire solo con le navette gratuite. Verificare le date e gli orari sul sito www.pnab.it. Il metodo migliore per godere del paesaggio e sicuramente quello di lasciare l'auto nei parcheggi gratuiti a Carisòlo e poi proseguire a piedi o in bicicletta per i sentieri o seguendo la strada. Noi però avendo poco tempo proseguiamo in auto e, giunti presso la Cascata Nardis, ci fermiamo per fare delle fotografie (il parcheggio è difficoltoso) e poi proseguiamo fino alla zona Ponte Rosso ammirando le altre cascate. Ritorniamo in Val Rendena: valle verdissima incorniciata da stupende montagne, l'Adamello,Gruppo di orsi bruno nel Parco dell'Adamello Brenta la Presanella e le Dolomiti di Brenta, dove si trova la famosa località invernale di Madonna di Campiglio (alt. 1500mt) superata la quale proseguiamo prima verso la Val Melédrio poi in Val di Sole fino a Cles. Ormai siamo entrati in Val di Non, molto conosciuta per la qualità del suo principale prodotto agricolo: le mele. I campi coltivati a meleto sono anche la caratteristica predominante del paesaggio. A dare un «tocco» alpino al panorama contribuiscono le montagne che la circondano, come la Catena delle Maddalene, il Gruppo del Brenta, il Roen ed il Peller. Dalla Valle di Non (comune di Tuenno) si dirama la Valle di Tovel, che penetra profondamente nel Gruppo delle Dolomiti di Brenta ed è ricompresa nel territorio del Parco naturale Adamello-Brenta.  Questa splendida valle si insinua per uno sviluppo di 17 km. tra il Monte Peller a ovest e il Monte Corno ad est, fino all’imponente anfiteatro roccioso che circoscrive l’alta valle, tra il passo del Grosté e il Passo della Gaiarda, nel cuore del massiccio dolomitico. Per la sua estensione la valle è caratterizzata dalla presenza di ambienti fortemente differenziati. La strada della valle in alcuni periodi dell'anno è a traffico limitato e per proseguire oltre il comune di Capriolo (alt. 770mt) è necessario pagare un pedaggio: 3.50€ per le moto, 7.00€ per le auto e 10.00€ per i camper. Verificare le date e gli orari al sito: www.pnab.it. La Val di Tovel è famosa per l'omonimo lago che si trova a quota quota 1178 mt: non è molto grande, è lungo circa 1 km, largo 570 mt e la profondità massima è di 39 mt. Un tempo era chiamato anche lago rosso per un fenomeno naturale unico al mondo: l'arrossamento delle acque per via di un'alga particolare che, proliferando in modo abnorme, affiorava in superficie durante il periodo estivo. Purtroppo questo spettacolo naturale, che si manifestò intensamente fino alla metà degli anni '60, è via via diminuito fino a scomparire del tutto. Oggi le acque del Lago di Tovel sono limpidissime e assumono incredibili tonalità di blu e di verde, l'ambiente è tranquillissimo e nei pressi del lago viene spesso segnalata la presenta dell'Orso bruno. Ritornati a Tuenno, il nostro itinerario prosegue verso Dermulo, siamo in Val di Non. Durante il tragitto notiamo una coppia di aquile che volteggia nel cielo, facciamo una sosta e muniti di binocolo ne seguiamo il volo per diversi minuti. Poi riprendiamo la guida verso il Passo della Mendola (alt.1363mt) e poi verso Caldaro ed infine Ora, percorrendo la famosa strada del vino.

7°giorno 11/08/2007

Escursione alle Tre cime di Lavaredo, Lago di Misurina, Passo Falzarego

ITINERARIO: Ora - (autostrada a Egna-Ora con uscita a Bressanone) - Monguelfo - Rienza - Carbonin (alt.1432) -Lago di Misurina (alt.1756) - Passo Tre Croci (alt.1805) - Cortina d'Ampezzo (alt.1237) - Passo del Falzarego (alt.2192) - La Villa Corvara in Badia (alt.1555) - Colfosco (alt.1685) - Passo di Gardena (alt.2121) - Selva di Val Gardena (alt.1566) - Ortisei (alt.1234) - Chiusa Val Gardena (autostrada con uscita Egna-Ora) - Ora. Totale Km. 300.

In questa giornata affrontiamo l'itinerario più lungo, quello che ci porterà fino ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. Percorriamo l'autostrada del Brennero fino a Bressanone, e poi proseguiamo sulla statale N.49 fino al comune di Dobbiaco.Giunti qui imbocchiamo la Val di Landro (statale N.51) compresa nel Parco Regionale Dolomiti di Sesto e seguiamo le indicazioni per il Col S. Angelo (1756mt). Dal colle si accede ad una strada privata, asfaltata ma a pagamento (20€ per le autovetture), che permette di raggiungere agevolmente il rifugio Auronzo (2320mt) nei pressi delle Tre Cime di Lavaredo: le vette più famose delle Dolomiti. Esse si ergono miracolosamente compatte, armonicamente allineate, splendide per forme e colori sul grande piedestallo coperto da bianche colate di ghiaie. Dal rifugio parte un facile sentiero che in circa un'ora e mezza permette di raggiungere a piedi un buon punto di osservazione. Delle Tre Cime, la più alta è la Grande, ossia la centrale (2999mt), la seconda è la Cima Ovest (2973mt); la Cima Piccola è più bassa, ma è la più elegante per le forme slanciate tra le quali spicca quella dello Spigolo Giallo, alpinisticamente molto famoso. Lungo il sentiero si trova il rifugio Lavaredo nel quale ci si può ristorare. Nel pomeriggio raggiungiamo il Lago di Misurina: lago naturale che si è formato dallo sbarramento di uno degli archetti morenici, sulle sue rive si è costituito un buon nucleo di alberghi ed attrezzature turistiche. Costeggiando il lago la strada lascia Misurina e noi proseguiamo per la statale N.48 che sale nel bosco fino al passo Tre Croci (1805mt), fra il Monte Cristallo a nord e il Monte Sorapis a sud, mettendo in comunicazione la Valle di Misurina con la Valle del Boite. In questa valle si trova Cortina d'Ampezzo: rinomata ed esclusiva località turistica invernale che ha organizzato le Olimpiadi invernali del 1956 e che ancora oggi ospita numerosi eventi sportivi di importanza internazionale. Il classico sfondo di Cortina sono Le Tofane: una lunga catena montuosa che si estende prima verso ovest e poi, dai pressi del Passo Falzarego, si sviluppa verso nord. Il nostro itinerario prevede proprio la salita al Passo Falzarego (2105mt), tutta la zona è molto suggestiva. Proseguiamo poi verso Corvara in Badia e affrontiamo un altro passo mitico del Giro d'Italia, Passo Gardena (2122mt), e siamo nuovamente all'ombra del Gruppo Sella. Da qui scendiamo verso Ortisei e ripercorrendo la solita strada ritorniamo a Ora. 

8° giorno 12/08/2007

Visita di Trento

L'ultima giornata del nostro viaggio la dedichiamo a visitare Trento. Raggiungiamo la città in treno verso le 11.00 e facciamo una visita al Castello del Buonconsiglio, eretto nel Duecento, rappresenta l'edificio più importante. Nel periodo della nostra visita il castello ospitava la mostra: Ori dei cavalieri delle steppe nella quale erano esposti i simboli di potere e di prestigio dell'aristocrazia nomadica, scoperti dall'Ottocento fino ai nostri giorni nei sepolcri che punteggiano le ampie steppe dell'odierna Ucraina. Collegata al castello, si può visitare anche la Torre dell'Aquila, un tempo preposta al controllo del lato orientale della città, al cui interno si trova il celebre affresco "Ciclo dei Mesi", capolavoro del gotico internazionale.

9° giorno 13/08/2007 - Ritorno a Torino

Scritto da Stefano Ganio

L'autore:
Spero che abbiate trovato interessante questo racconto e che magari vi abbia fatto tornare in mente bei ricordi se siete già stati nelle Dolomiti o che vi abbia fatto sorgere una certa curiosità se avevate in programma di andarci. Se avete dei dubbi, volete delle informazioni o per ogni altro motivo, potete scrivermi a info@parchionline.it.



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