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AQUILA REALE (Aquila chrysaetos)

Caratteristiche, habitat, riproduzione, alimentazione...



Aquila reale Imponente e maestosa, l'aquila reale è capace di raggiungere altezze vertiginose in brevissimo tempo per poi lanciarsi in picchiata a velocità altissime ( fino 300km/h ), capace di muoversi nel cielo senza battere le ali e di vedere cose minuscole da grandissima distanza.

L'aquila reale è un rapace che affascina sia in volo, sia posato, con quello sguardo profondo, un portamento fiero, quel becco e quegli artigli che solo un superbo predatore possiede. I suoi segreti sono: la forza, la sicurezza di sè, la bellezza, l'arte del volo, l'armonia, la prontezza di riflessi, che ne fanno la punta di diamante del suo ecosistema. Non a caso l'aquila reale è stato preso nella storia come simbolo di potere in stendardi e corone.


Caratteristiche fisiche dell'aquila reale

L'aquila reale (Aquila chrysaetos) è un uccello appartenente alla famiglia degli accipitridi. È un rapace di grandi dimensioni, con la testa nettamente sporgente, coda ampia e lunga. Il colore è, nell'adulto, uniforme, marrone scuro con riflessi rosso-dorato sul dorso e sul capo (da qui l'appellativo di reale e di chrysaetos, che in greco significa dorata), mentre negli individui giovani o immaturi sono di norma ben visibili in volo le macchie bianche sulle ali e sulla coda. Durante il volteggio le ali dell'aquila realesono rivolte verso l'alto a formare una "V" molto aperta. Si distingue in volo dagli altri rapaci soprattutto per le notevoli dimensioni che nella femmina possono arrivare fino a 2 metri di apertura alare e la particolarità delle sue ali sfrangiate all'estremità la rendono assolutamente inconfondibile all'avvistamento. L'aquila reale raggiunge una lunghezza di 74 - 87 cm., mentre la sola coda può arrivare ai 26 - 33 cm. Il peso si aggira intorno ai 6 - 7 chilogrammi, dei quali solo il 7% è rappresentato dal peso dello scheletro. Particolarità per quanto riguarda le dimensioni il fatto che la femmina (come spesso accade nei rapaci) sia più grande del maschio (all'incirca del 20%). La sua vista è acutissima: 6 volte quella dell'uomo, con un raggio visivo di 300 gradi. Il becco dell'aquila reale è forte e ricurvo, le zampe possenti, ricoperte di piume, con artigli lunghi ed affilati soprattutto per quanto riguarda il quarto dito, opposto agli altri, con l'unghia del quale trafigge la preda. La specie è alquanto longeva. In libertà raggiunge i 15-20 anni di vita; in cattività vi sono delle segnalazioni di individui che hanno raggiunto anche i 50 anni.


Distribuzione sul territorio

Un tempo comune nelle zone più temperate dell'Europa, nel nord dell'Asia, America, Africa e in tutto il Giappone; oggi l'aquila reale è completamente scomparsa da Islanda e Irlanda (dove nel 2001, per tentare il ripopolamento, sono stati liberati 35 esemplari) ed in tutta Europa il numero totale di esemplari non supera le 3.000 unità. Protetta su tutto il territorio nazionale italiano, non è però ancora scampata al pericolo di estinzione. Troppo ristretto il territorio nel quale può vivere tranquillamente, ancora fortemente presente il bracconaggio. La sua sopravvivenza è messa in pericolo anche dagli elementi chimici che, dalle piantagioni e dall'acqua, si trasferiscono nell'animale Distribuzione sul territorio dell'aquila reale: Europa e Italia uccidendolo o rendendo così fragile il guscio delle uova da farlo rompere prima del tempo. In Italia la presenza dell'aquila reale è stabile ed è stimata in circa 500 coppie, delle quali circa 300 si trovano sulle Alpi, circa 100 distribuite lungo la dorsale appenninica e, le rimanenti, tra Sicilia e Sardegna.


Alimentazione

L'aquila reale si nutre, a seconda del territorio nel quale stanzia, di mammiferi di taglia piccola e media (conigli, piccoli daini, scoiattoli, marmotte) oppure di uccelli (galli cedroni, pernici, fagiani) o rettili.


Habitat ideale dell'aquila reale

L'aquila reale predilige le zone di montagna impervie (sotto il livello delle nevi perenni), con presenza di pareti adatte alla nidificazione (ricche di nicchie ed anfratti) e vicine ad ampie praterie dove si svolge l'attività di caccia. È completamente assente dalle pianure. L'aquila reale è un uccello molto attaccato al suo territorio, che può andare dai 50 ai 500 km quadrati a seconda della disponibilità di cibo.


Comportamento dell'aquila reale

Durante tutto l'anno l'aquila reale compie spettacolari parate effettuando il caratteristico volo a festoni sia per difendere il proprio territorio e sia, nel periodo riproduttivo, per il corteggiamento. Il volo a spirale, caratteristico per il controllo del territorio, è sostenuto dalle correnti termiche ascensionali che si formano nelle ore più calde. Il volo di caccia invece viene svolto generalmente a bassa quota costeggiando i fianchi delle montagne per sorprendere le prede che cattura in genere al suolo. Nel caso che la preda sia un mammifero, maschio e femmina (che sovente cacciano assieme) si dividono i compiti: l'uno plana radente al suolo per impaurire la preda, mentre l'altra si lancia in picchiata dall'alto. Gli uccelli, invece, vengono spesso cacciati in volo. Fedeli per la vita, il maschio e la femmina di aquila reale, una volta formata la coppia e scelto il territorio, rimangono stanziali per molti anni costruendo nei dintorni, sulle pareti a picco dei dirupi o fra i rami degli alberi più alti, anche una decina di nidi scegliendo, di anno in anno, quello che sembra il più adatto. Sempre, però, i nidi sono costruiti più in basso rispetto all'altitudine di caccia, per evitare faticose risalite con la preda tra gli artigli. Il controllo del territorio non costituisce un problema ed anche questo compito viene diviso equamente tra maschio e femmina ed, il più delle volte, si limita ad un volo lungo il confine del territorio stesso per segnalare alle altre aquile quali siano gli effettivi confini.


Riproduzione

Affascinante il volo del rituale di accoppiamento tra esemplari di aquila reale che avviene generalmente in marzo: la cosiddetta danza del cielo, che prosegue per vari giorni, vede entrambi impegnati entrambi gli individui in spettacolari evoluzioni che spesso la femmina compie in volo rovesciato mentre il maschio sembra piombarle sopra, o con scambi di preda in volo o giri della morte. La danza viene alternata ai lavori di restauro dei nidi e solo alla fine verrà scelto quello definitivo. Questi raggiungono spesso i due metri di diametro e, anche a causa delle annuali ristrutturazioni, possono avere uno spessore di un metro. I luoghi preferiti dall'aquila reale per nidificare sempre su roccia, in punti inaccessibili. All'accoppiamento, che avviene sempre a terra, segue la deposizione delle uova (gennaio nelle zone più calde e maggio in quelle più fredde) solitamente due a distanza di 2-5 giorni l'una dall'altra. In questo periodo il maschio è poco presente, per ricomparire immediatamente alla schiusa (dopo 43-45 giorni di cova) per portare cibo sia alla madre che ai due piccoli dei quali, solitamente, solo uno sopravvive. Il più vecchio uccide quasi sempre l'altro. Dopo circa due mesi i pulcini diventati aquilotti iniziano ad esercitarsi nel volo sul bordo del nido. Spiccano il primo volo a 75 giorni e dopo 160-170 dalla nascita diventano indipendenti: in questo periodo vengono portati dai genitori fuori dai confini del territorio natale e diventano nomadi fino a quanto, verso i 3-6 anni, ormai in grado di procreare, costituiranno un nuovo nucleo famigliare.


Osservazione dell'aquila reale

L'osservazione in volo rappresenta la prova indiscussa della presenza dell'aquila reale. Oltre alle già ricordate caratteristiche del volo la si può distinguere anche per le evidenti penne apicali delle ali (remiganti primarie) che in volo assumono il tipico aspetto di una mano aperta con le dita distese. Le aquile reali adulte sono in genere poco "vocifere" ed emettono il loro classico verso "kiok-kiok-kiok" solo in periodo riproduttivo (marzo-luglio) e comunque raramente. I giovani sono invece molto vociferi sia prima dell'involo e sia una volta lasciato il nido, per richiamare l'attenzione dei genitori.


Legislazione italiana

L'aquila reale L'aquila reale è protetta su tutto il territorio nazionale e la sua popolazione sembra mantenersi stabile, poiché le scarse nascite riescono appena a compensare le perdite causate dal bracconaggio. Ed è stato proprio il bracconaggio, assieme al furto dei piccoli ed al disturbo arrecato da strade e impianti di risalita, che per molti anni hanno fatto temere per la sua sopravvivenza. Nel passato, l'aquila reale è stata perseguitata nel suo habitat, dagli agricoltori, convinti che uccidesse i loro agnelli, e dai guardacaccia per proteggere gli uccelli nelle riserve dei loro padroni. Di recente i pesticidi agricoli e l'inquinamento hanno provocato danni alle uova, il cui guscio è così fragile che spesso si rompe prima di schiudersi. In realtà l'aquila reale non è un rapace di montagna, ma è solo li che riesce ormai a trovare territori relativamente disabitati e ricchi di selvaggina. All'inizio del secolo l'aquila reale nell'Arco Alpino era prossima all'estinzione. Tramite l'istituzione di aree protette e la tutela accordatale nei diversi paesi interessati, fu possibile salvare in extremis la regina dell'aria dalla scomparsa. Nell'anno 2001 cinque grandi aree protette alpine, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, i Parchi Naturali Fanes-Sennes-Braies e Vedrette di Ries-Aurina, la parte altoatesina del Parco dello Stelvio ed il Parco austriaco degli Alti Tauri, si sono impegnate in un progetto comune per valutare lo stato attuale dell'aquila reale: da tre anni stanno conducendo attività comuni di monitoraggio e ricerca su questo animale simbolo della fauna alpina.


Centri di recupero dell'aquila reale in Italia

In Italia operano decine di centri per il recupero della fauna selvatica, attrezzati per il ricovero, la cura e la riabilitazione di animali selvatici che si trovano, per cause diverse, in condizioni di inabilità alla vita selvatica. Lo scopo principale di queste strutture, generalmente gestite da associazioni ambientalistiche, è la reintroduzione in natura degli esemplari curati. Queste azioni sono particolarmente significative per quelle specie, soprattutto di uccelli rapaci, che sono presenti con pochi esemplari su un territorio (aquile reali, capovaccai, lanari, ecc.). I centri di recupero svolgono anche programmi di educazione ambientale, arricchiti dalla possibilità di osservare con le dovute accortezze per evitare qualsiasi disturbo gli esemplari in cattività. Per gli uccelli rapaci, oggetto di persecuzioni e di collezionismo, l'informazione e la sensibilizzazione verso il vero ruolo di questi predatori assume un particolare valore. Molto spesso, ad essere sconosciuta o sottovalutata è la stessa normativa in vigore in Italia. Infatti, nonostante la cattura, l'abbattimento o la semplice detenzione degli uccelli rapaci sia un reato penale, per il quale sono previste forti sanzioni o l'arresto, sovente nei centri di recupero vengono ospitati esemplari (quasi sempre disabituati in maniera irreversibile alla vita selvatica) sequestrati a privati cittadini.


Simbologia

L'aquila reale riveste un ruolo molto importante nella storia della simbologia europea. Per i greci era un simbolo di Zeus, colei che ne rispecchiava i valori fondamentali. Il fatto che simboleggiasse il padre degli dei fece sì che i romani la scegliessero come emblema fin dai tempi della repubblica. L'aquila verrà poi spesso ripresa da tutte le nazioni che vorranno emulare l'immagine di Roma e questo comportò quindi che essa venisse utilizzata da Carlo Magno, Napoleone, gli stati dell'Europa dell'est, Hitler, Mussolini e infine dagli USA. La valorizzazione dell'aquila venne portata avanti in seguito dalla chiesa cattolica, che prese a sua volta spunto dal fatto che essa è simbolo di spiritualità (l'aquila è simbolo dell'evangelista Giovanni il più spirituale dei 4). Dante la riporta nel sesto canto del paradiso e ne innalza i valori. La sua strumentalizzazione nel corso della storia l'ha portata paradossalmente ad essere vista da alcuni come un'immagine negativa, in quanto utilizzata come simbolo dagli stati totalitari che devastarono l'Europa nel '900. Oggi, tuttavia, è usata comunque in molte aziende, società e paesi come simbolo di fierezza, nobiltà, divinità e orgoglio.